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Presidente Minucci,

      sono rimasto particolarmente indignato nell’apprendere il contenuto di alcune Sue dichiarazioni apparse sulla stampa che configurano un pesante ed inaccettabile attacco alle carrozzerie indipendenti.

     Confartigianato Imprese respinge con determinazione le gravissime quanto incaute insinuazioni circa i presunti legami tra i carrozzieri indipendenti e la criminalità organizzata al fine di simulare i sinistri, nonché i riferimenti al “sistematico ricorso al lavoro nero” e all’occultamento di ricavi con relativa evasione dell’Iva.

     Tali affermazioni, oltre che del tutto infondate, se riferite alla generalità degli operatori, ledono profondamente l’onorabilità delle aziende del settore e degli imprenditori artigiani che siamo orgogliosi di rappresentare e generano nell’opinione pubblica una pericolosa diffidenza nei confronti della correttezza dell’operato della stragrande maggioranza delle aziende del settore.

     Non le sfuggirà infatti che negli ultimi dieci anni i prezzi delle assicurazioni sui mezzi di trasporto in Italia sono aumentati del 27,9%, più del doppio del 13,6% dell’Eurozona, così come, nonostante i ripetuti e reiterati tentativi di addossarne l’onere ai carrozzieri (che incidono per non più del 30% nelle componenti di costo dei premi), le sarà altrettanto noto che le responsabilità di questi inspiegabili aumenti sono proprie del sistema assicurativo italiano poco concorrenziale. Così come solo in minima parte sono attribuibili alle frodi, che pure esistono e che vanno combattute con ben altri strumenti.

Non è certamente con l’adozione di clausole assicurative di “risarcimento in forma specifica” sulla base delle convenzioni fra compagnie assicurative ed imprese di autoriparazione, che si ridurrebbero le frodi assicurative e conseguentemente, i costi assicurativi e i relativi premi!

     Ci lasci avanzare qualcosa di più di un dubbio, che invece tale operazione possa finire col mettere l’intera filiera sotto il controllo pieno delle Compagnie di assicurazione, generando una situazione di forte conflitto di interesse e arrogando ad esse il potere di determinare il danno che esse stesse dovranno risarcire, formando un “cartello” di fatto in grado di garantire le ampie rendite derivanti dalla scarsa dinamica competitiva che si verrebbe a generare.

     Verrebbe meno, inoltre, la capacità, per gli autoriparatori, di autodeterminare i prezzi delle riparazioni sulla base degli standard qualitativi assicurati ai consumatori, che finirebbero per essere i veri danneggiati.

     Non vorrei che la virulenza delle sue parole fosse ingenerata dal fatto che Confartigianato, insieme alle altre Associazioni dei carrozzieri, ha promosso la presentazione di una articolata proposta di legge, incentrata in primis sulla difesa del diritto degli automobilisti di scegliere autonomamente e, al contempo, sulla tutela delle imprese di carrozzeria che devono poter operare in un mercato autenticamente concorrenziale e non sbilanciato a favore degli interessi delle compagnie di assicurazioni.

     Sotto questo profilo, come lei sa, non ci siamo mai sottratti al confronto con ANIA e con le Compagnie, sempre con spirito fattivo e costruttivo, e mai ci siamo sognati di usare parole ed espressioni che vanno oltre il lecito e che ledono la dignità di persone ed organizzazioni.

     Mantengo la speranza che queste mie parole possano indurla a rivedere e rettificare le sue affermazioni, rinnovandole la nostra piena disponibilità al confronto serio e, soprattutto, trasparente, sul complesso sistema dei rimborsi assicurativi, avendo al centro i diritti dei cittadini e garantendo al contempo la sicurezza e l’affidabilità delle riparazioni.