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23/7/2010

Internalizzazione delle imprese, restituire dignità al contratto di apprendistato, riscoprire il valore del lavoro manuale e certificare il mestiere dell’artigiano. E’ la ricetta suggerita agli artigiani dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, ospite d’onore dell’assemblea pubblica organizzata da Confartigianato Chieti in un auditorium Cianfarani gremito da autorità e da addetti ai lavori. Tra i presenti anche l’onorevole Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, Alfredo Castiglione, vice presidente della Regione e assessore alle attività produttive, Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti e Cesare Fumagalli, segretario generale Confartigianato Imprese. La convention è stata aperta, nel primo pomeriggio, da un’assemblea privata convocata per rinnovare le cariche sociali dell’associazione e per approvare il bilancio consuntivo 2009. Dopodiché la scena è stata rubata da un partecipato convegno dal titolo: “Protagonisti del futuro. L’artigianato: modello vincente per superare la crisi.” La scena, ovviamente, è stata rubata dal ministro Sacconi. “Abbiamo attraversato due anni di relativa stabilità economica grazie ad una buona disciplina di bilancio. Prerogativa- ha dichiarato Sacconi- per far ripartire i consumi interni.” Poi il ministro del Walfare si è rivolto agli artigiani in sala tracciando la strada del rilancio. “Per risalire la china le imprese, specie le più piccole, devono internazionalizzarsi. Bisogna tornare a fare formazione in azienda- ha aggiunto Sacconi- e si deve restituire dignità al contratto di apprendistato, fondamentale per i giovani. Inoltre è necessario ricreare la cultura del lavoro manuale e certificarlo.” Nel corso dell’assemblea si è parlato, ovviamente, della crisi economica che ha attanagliato la categoria nell’anno appena trascorso e dall’impegno profuso da Confartigianato per supportare al meglio le imprese in difficoltà. E’ stato riproposto con successo il pacchetto anticrisi da 3 milioni di euro, sono stati incrementati gli sforzi sulla formazione degli artigiani ed è stata richiesta e ottenuta la costituzione di un tavolo anticrisi provinciale. Ma non basta. Il presidente di Confartigianato Chieti, Roberto Mancini, nella sua dettagliata relazione ha ribadito la necessità di semplificare la burocrazia riservata alle imprese e di facilitare l’accesso al credito delle aziende. “Le imprese continuano a subire la crisi ma non hanno perso la voglia di fare sacrifici e di credere nelle loro attività. Tant’è vero- ha detto Mancini- che la provincia di Chieti è, secondo gli ultimi dati del Cresa (Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali) relativi al primo trimestre 2010, la provincia che riporta variazioni su base trimestrale e annua positive e generalmente migliori di quelle medie abruzzesi. In provincia di Chieti continuano a nascere 8 imprese al giorno. ” Un patrimonio che va salvaguardato e implementato attraverso adeguati strumenti economici come ha sottolineato Daniele Giangiulli, direttore Confartigianato Chieti. “Le istituzioni devono fare in fretta per attingere ai fondi statali ed europei disponibili che farebbero la fortuna della categoria. Mi rivolgo in particolare alla Regione- afferma Giangiulli- che deve recuperare con una certa urgenza fondi Fas e Fesr. Soldi che potrebbero essere impiegati per ridurre l’Irap in una regione con la più alta pressione fiscale d’Italia e per patrimonializzare i consorzi Fidi in modo da supportare al meglio l’accesso al credito delle imprese magari con la cogaranzia dello stesso ente regionale. In ultimo chiediamo di aumentare il conto interesse in favore delle nostre imprese.” L’assemblea pubblica di Confartigianato è stata chiusa con la premiazione dei dieci soci più anziani. Gli attestati sono andati ai seguenti artigiani teatini: Antonio Di Leonardo, Giovanni Ferri, Francesco De Lutiis, Francesco Orsini, Pio Marinucci, Antonio Di Nicola, Luciano D’Urbano, Fernando Perinelli, Enzo Mammarella e Giuliano Brunetti.
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